Celebrazione ecumenica
Casa della carità - Milano 23 gennaio 2020.

La conversione guarisce i sensi e rende possibile l’accoglienza
Le buone intenzioni, le disposizioni benevole, le aspettative promettenti per un cammino condiviso
e fraterno tra i cristiani devono essere scritte nella carne e nella storia, così come le ferite che vi
hanno diviso sono scritte nella carne e nella storia.

Lo sguardo, la vista.
Nello sguardo è scritto il cuore, si rivela l’anima.
Lo sguardo malato è quello che si guarda intorno e vede nemici, e alimenta sentimenti di paura, di sospetto, di invidia.
Lo Spirito di Dio può guarire la vista e effondere la luce che consente di vedere tutto nella luce di
Dio: nella tua luce vediamo la luce. Lo sguardo guarito vede fratelli e sorelle, vede il bene e la promessa che ogni persona custodisce e offre.

L’udito
L’udito è per l’attenzione e può anche essere per la distrazione.
L’udito malato è quello che è impedito dalla sordità che isola, dal rumore che distrae, che genera
confusione, allarmi, malintesi. Nelle discussioni alcune parole, alcune espressioni hanno il potere di
accendere reazioni istintive, fretta di replicare, animosità che pregiudicano la comprensione di
quanto si sta dicendo.
Lo Spirito di Dio può guarire l’udito e predisporre all’attenzione, all’ascolto paziente. Dio ama parlare nel silenzio, con parole che sono come seminagioni più che proclamazioni, come sussurri più
che clamori. L’udito guarito è capace di quella attenzione benevola che sa imparare, lasciarsi consolare, sentire la ferita del rimprovero non come un affronto che offende, ma come una carità che edifica.

L’olfatto
L’olfatto è per l’anticipazione e può anche assuefarsi all’ambiente malsano.
L’olfatto malato è quello che si abitua ai cattivi odori e non sente il desiderio di aria pura, si accomoda nel degrado e non sente disgusto per il marcio.
Lo Spirito di Dio può guarire l’olfatto e apprezzare il buon profumo di Cristo, aver fiuto per il bene
e predisporsi a gustare ciò che è buono.

Il gusto
Il gusto è per incoraggiare l’assunzione del cibo e può anche creare dipendenze.
Il gusto malato è quello che sollecita la golosità e induce all’esagerazione, all’accondiscendere ai
capricci, al provare piacere a farsi del male.
Lo Spirito di Dio può guarire il gusto e far apprezzare ciò che è buono, fa bene, alimenta e mantiene
in salute tutto il corpo. Immagini consuete per dire esperienze spirituali sono ispirate al gusto: la
fame, la sete, il banchetto escatologico, il vino nuovo e abbondante che è il primo segno che edifica
la fede dei discepoli.

Il tatto
Il tatto è per la relazione e può anche produrre ferite.
Il tatto malato è quello che sfoga l’aggressività, che cerca di fare del male, che strumentalizza la
corporeità per il piacere.
Lo Spirito Santo può guarire il tatto e rivelarne la vocazione alla reciprocità. Il tatto infatti non ammette un rapporto a senso unico: non si può toccare senza essere toccati. Lo Spirito di Dio insegna
la delicatezza rispettosa della carezza che offre conforto, al tocco delicato che recupera l’escluso,
che abbatte la distanza dalla carne malata, in nome di una più alta fraternità (il tocco di Gesù per il
lebbroso, il bacio del lebbroso di s. Francesco).
Le mani guarite esprimono la cordialità generosa della stretta di mano che stringe alleanza, promette pace, celebra la riconciliazione.
La preghiera per l’unità dei cristiani ci disponga alla guarigione dei sensi per celebrare
l’accoglienza con lo sguardo benevolo, l’orecchio attento, il desiderio di aria pura e del buon odore
di Cristo, la condivisione della mensa, il segno della pace.
+ Mario Delpini
Arcivescovo di Milano

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